CURIOSITA'
E LEGGENDE
A padre Bonaventura non rimase che ripartire e, giunto a Carpanzano,
decise di sistemare il dipinto nella chiesa del convento. Nei giorni successivi
il quadro sparì ben tre volte per essere poi ritrovato sempre in un roveto
in località Timpone, con due candele accese. I fedeli, credendo che quello
fosse il luogo scelto dalla Madonna come sua dimora, vi fecero costruire una
cappella, proprio nel punto in cui oggi si trova il santuario.
I carpanzanesi sono molto devoti a questo quadro perché, si rivolsero
alla Madonna della Grazia per ogni necessità (peste, terremoti, ecc.).
Gli episodi appena riferiti li hanno inseriti negli antichi inni alla Madonna
che hanno scritto i Carpanzanesi.
In particolare in "Quando Dio voglia criare" (testo in dialetto del
XVI - XVII secolo), si dice che "Buonaventura la ritrovò" e,
altrove, "di peste e terremoti ci hai liberati", "Patria felice
di Carpanzano, che bella Vergine che abbiamo al capo soprano".
Ogni 12 febbraio, in segno di riconoscenza, si organizza la festa votiva con
la novena per ricordare ai posteri che la madonna ha liberato i carpanzanesi
dai terremoti e iin questa occasione dovevano dae l'offerta di "due soldi
ad anima". La processione si fa, qualsiasi siano le condizioni atmosferiche.
Gli anziani ricordano che in un inverno particolarmente rigido, gli uomini avanti
alla processione rompevano con i picconi le lastre di ghiaccio che si erano
formate sulla strada.