L'origine di Carpanzano, come quella della gran parte dei casali di Cosenza, secondo
molti sarebbe da legare all'invasione dei Saraceni (X secolo), quando gli abitanti
di Cosenza furono costretti ad abbandonare la loro città distrutta delle
incursioni. Rifugiatisi tra i fitti boschi dell'entroterra alcuni profughi avrebbero
fondato, intorno all'antica Via Soprana (oggi Via Savoia), un "incastellamento"
(costruzione fortificata, dalla struttura simile a quella dei castelli, destinata
a contenere non un solo signore, ma un intero popolo).
Sull'origine del paese c'è, però, anche un'altra ipotesi secondo
cui Carpanzano sarebbe stata una guarnigione militare posta a presidio di un incrocio
stradale strategico (l'attuale Piazza Maria SS. Delle Grazie, dove confluivano
l'antica strada di collegamento tra il mare e la Sila e quella che da Rogliano,
ponte delle Fratte sul fiume Savuto, Provvidenza proseguiva fino al territorio
catanzarese).
Il primo "signore" di Carpanzano fu, secondo alcuni, il barone De Grazia.
Il 15 giugno 1422, con decreto del re Luigi III d'Angiò, il borgo divenne
un casale di Cosenza e ne prese le strutture.
Sul sagrato della chiesa Madonna delle Grazie venne costruito, oltre agli archi
rinascimentali, alla scalinata e ai pilastri, i sedili per le riunioni dei notabili
del paese che avevano autonomi poteri decisionali sulle sorti della comunità.
Nel 1535 l'imperatore Carlo V, durante il viaggio di ritorno dall'Africa, passò
per l'abitato di Carpanzano (una lapide commemorativa posta all'ingresso del santuario
ricorda questo evento).